Ciao amici del blog!
Questa volta vi scrivo in qualità di
inviata musicale: ebbene si, lo scorso giovedì 18 luglio 2013 finalmente
abbiamo assistito all’evento tanto atteso…il concertone dei DEPECHE MODE a San
Siro!!
Yeah!!!
Doppio Yeah!
Triplo Yeah!
L’inizio del concertone era previsto per
le 21 quindi noi, con il pragmatismo tipico cuneese, decidiamo di partire a
metà pomeriggio perché “non si sa mai”…ed in effetti abbiamo preso possesso dei
ns. seggiolini rosso fuoco alle 20,30 spaccate perché:
a) Coda in tangenziale..eh mannaggia!
b) Sosta all’autogrill..e qui va detto che abbiam tergiversato perché era
troppo divertente vedere le signorine del bar fare la ramanzina ai
clienti provvisti di macchina foto perché “per la sicurezza in autogrill non si
possono fare foto” (ammetto la mia ignoranza ma non ne capisco il motivo! Andrò
a “googlare” per illuminarmi su questo tema!)
c)Il posteggio più vicino alla stadio era a 1 km e mezzo! 1 km e mezzo..
avete capito bene!!! Così, dopo aver mollato la “voiture”, come dei
pecoroni abbiamo dovuto seguire la massa di fans diretti a San Siro percorrendo
una afosissima Milano.. ohibò!
Ma ritorniamo a dove eravamo rimasti..
Milano – Stadio San Siro – ore 20,30
satolli del nostro pezzo di pizza e del ns. panino, dopo una vorticosa salita
lungo la torre che ci avrebbe portati al ns. settore 329 (e lo ripeto 329!) ci
sediamo un attimo in attesa dell’inizio senza esimerci dal guardarci intorno, e
non mi riferisco solo allo Stadio, ma mi riferisco anche e soprattutto alla
fauna da concerto…da scriverci un trattato di sociologia: m e r a v i g l i o s
a ! e potete ben immaginarlo!
Ore 21,07 entrano Gahan e compagnia
bella accolti da una mega ovazione.
Stage essenziale per i Depeche Mode..e
qui voglio riportare quello che ho letto poco fa su uno stralcio di articolo
dedicato a Anton Corbijn,
regista, direttore della fotografia e scenografo del tour Delta Machine “in uno
stadio anche una goccia fa rumore”.
Nulla di più vero.. nulla di più saggio.
Ai Depeche il merito di aver mixato
pezzi della tradizione con pezzi del loro ultimo album cosicché, quando Dave ha intonato Soothe My Soul, ancheggiando e ballando come solo
lui sa fare, lo Stadio è andato in visibilio ed ha iniziato a ballare e
scatenarsi all’unisono per poi stringersi in un coro collettivo su Enjoy the
Silence.
Questo è il senso della musica, o meglio
il senso dei concerti, il raggiungimento collettivo di un benessere comune!
Benessere collettivo interrotto talvolta
dagli sfortunati possessori dei biglietti del settore 328!! Ebbene si, per
tutta la durata del concerto, gruppi di fans spersi hanno vagato per lo Stadio
alla ricerca del settore 328, rivolgendosi a noi fortunati fans che invece il
nostro posto l’avevamo trovato eccome, talvolta con grida disperate (dai che
sto enfatizzando!) talvolta con fare presuntuoso e arrogante (e qui non scherzo
per niente).
Una ricerca del posto di ispirazione
Kafkiana come qualcuno mi ha fatto notare!
Io riesco ad immaginarmi più facilmente
la trama di un film…il titolo potrebbe essere “Alla ricerca del settore 328”
dove gruppi di uomini percorrono intrappolati lo stadio senza arrivare mai alla
meta…un po’ come quando Tom Hanks recitava in The Terminal bloccato in
aereoporto.
Ed ora un appello a Martin Gore: la prossima
volta vero che mi fai Damaged People? Farò finta che tu abbia letto questo
appello e so che mi accontenterai..lo so!
Ah! Comunque esperienza meravigliosa
questo concerto!
Reduci pertanto da cotanto divertimento,
sabato abbiamo deciso di bissare e di concederci il concerto di Max Gazzè al
Nuvolari di Cuneo.
Ho sempre apprezzato Gazzè per la sua
capacità di scrittura, trovo riesca a raccontare con maestria e precisione le
sfumature dell’animo umano.
Mi piacerebbe riuscire a scrivere come
lui, lo trovo geniale, intelligente, mai banale.
Lo ascolto da sempre, dai primi pezzi e
non mi ha mai delusa.
Trova sempre le parole giuste, trova
sempre parole di qualità.
Questo è stato il ns. we di concerti: la
musica è a 360°, la musica sono i Depeche, la musica è Max Gazzè, la musica è
Giuseppe Verdi, la musica sei tu che suoni di nascosto nella tua cameretta… può
essere banale e pure retorico, me ne rendo conto, ma è cosi.
Odio gli snobbismi (nonostante io stessa
a volte ne sia protagonista e mi riprometta sempre di migliorare in questo) che
portano a dire “quello è bello” “quello è brutto”..
Qualunque musica può essere di serie A,
soprattutto se ci fa stare bene!
Con questo non voglio affermare che ci
sia talento ovunque. La percezione del talento è comunque sempre molto
soggettiva. Un bel dilemma: riusciamo noi a giudicare in modo oggettivo
un’opera d’arte qualunque essa sia! Non lo so, questo è uno spunto di riflessione
per un altro post..per il momento sono andata fuori tema! ahah
Baci!
E presto i filmati delle serate sul ns.
canale!
Susanita

tto la parte del "benessere collettivo". Ognuno fruisce dei concerti in modu differenti, alcuni si isolano in loro stessi tipo rito da domenica in parrocchia, altri si fanno travolgere dal piacere feticista di vedere il proprio idolo a pochi passi. Ecco, il concerto forse è un grande rito feticista che ci porta all'estasi del benessere collettivo.
RispondiEliminaEsiste musica bella e musica brutta? Non in assoluto ma esiste, eccome. Come te ne accorgi? Semplice, quando non condividi il benessere collettivo e vorresti essere a casa a dormire. Chiudo lo sproloquio aggiungendo un piccolo appunto: max gazzè ha scritto interamente poche delle sue canzoni, quasi tutte sono frutto della penna del prolifico fratellino.
Allora ode al fratellino Gazzè che per mia superficialità non avevo considerato
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