Cari amici che mi leggete,
la mia riflessione di oggi parte da quello che per me rimane un enigma: i controviali di Torino.
So che siamo in molti, qualcuno esce alla luce del sole proclamando il suo amletico dubbio, qualcun altro rimane ancora all’oscuro, come se fosse un peccato, come se la vergogna lo perseguitasse.
Per i piemontesi è un tema che viene affrontato fin da piccoli quando ancora inadatti alla guida sperimentiamo sulla pelle dei nostri genitori lo stesso mistero che ci accompagnerà nella maggiore età.
Ma eccolo il tema del nostro tormento: come e quando si devono prendere i controviali di Torino? (sti cavol...ehm…simpatici controviali)
Per chi non fosse mai stato a Torino spiego brevemente che le arterie centrali della città sono affiancate lateralmente da viali più piccoli spesso separati dalla principale da aiuole e posteggi.
Servono per i trasporti pubblici! – qualcuno dirà..
E invece no, non solo per lo meno.
Se come me vi siete trovati a tirare fuori (ehm!) il vostro bagaglio di parolacce davanti alla scelta del “Prendo o non prendo sto benedetto controviale?” fatevi avanti.
Ebbene si.
Opinione comune vuole che sia buona norma svoltarcisi quando sai già che all’incrocio successivo dovrai prendere un’altra direzione, girare a destra o sinistra insomma.
Per semplificare: io sono sulla mia bella macchinina nell’arteria centrale e so che al prossimo incrocio devo svoltare a destra.
Bene, prendo il controviale!
Ma se non sono di Torino? Ehm…la cosa si complica, in un groviglio di controviali, incroci, dubbi, navigatori e parolacce… il tutto perché non so dove devo andare.
Parolacce? Si ho detto parolacce.
Su non guardatemi così..tutti le abbiamo dette, almeno una volta, alla guida..
Quella che dovrebbe essere una semplificazione del traffico perché lo snellirebbe…è in realtà una vera fregatura!
E voi con che spirito affrontate i controviali?

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