MILLENIUM - UOMINI CHE ODIANO LE DONNE

Inizio questa mia avventura nel mondo del cinema dal film che quest’anno, più di ogni altro, ha riempito le mie aspettative.
Parto con il dire che non ho letto il libro e forse questo è stato un bene perché mi ha resa concentrata unicamente su quello che vedevo senza continui rimandi a ciò che le parole di STIEG LARSSON avevano scaturito nella mia immaginazione.

Pertanto non posso dire se ci sia una qualche attinenza con lo scritto e se l’opera dell’autore sia stata rispettata.
Quello che mi ha colpita innanzitutto è la colonna sonora. E mi ha colpita principalmente perchè, fin dalle prime note, fa capolino lei, Rooney Mara, quasi a volerci indicare chi sarà la regina incontrastata della pellicola.
E’ lei, senza ombra di dubbio, colei sulla quale il mio occhio si è soffermato di più: impossibile non rimanerne affascinati. E’ lei la vera protagonista di un giallo che, di per sé, ha poco di innovativo. Credo che il personaggio di Lisbeth Salander sia uno di quelli più riusciti nella storia del cinema così come disegnato da Fincher e dalla stessa Rooney Mara: Lisbeth, capace di disegnare con un solo sguardo drammaticità, solitudine e fragilità e un momento dopo esplodere in un lampo di efferata violenza e sensualità.
E poi c’è lui, Daniel Craig, che tesse le fila della storia ed interpreta il giornalista Mikael Blomkvist. Per gran parte del film, Lisbeth e Mikael non si incontrano, le loro storie viaggiano parallele.
Quando finalmente si incontrano, è come se le facce della stessa medaglia magicamente si congiungessero: l'unione dei due personaggi genera una forza che non passa inosservata.
Il film è duro, non risparmia niente. E' giusto così. Il colore bianco che domina tutta la scena, dal paesaggio glaciale ed innevato all’arredamento delle case dal tipico gusto nordico, è la tela perfetta sulla quale disegnare con nitidezza e precisione le vicende dei protagonisti.





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